Alcohol, caffè, farmaci, nicotina e marijuana durante l’allattamento

Tutto quello che mangia, beve, respira, sente e vive la mamma passa nel latte. E fondamentale che la mamma che allatta abbia un’alimentazione sana, variata e che si senta serena e tranquilla. Detto ciò, sono una coffee addict e non ho mai disprezzato una bella cena accompagnata da buon vino, questo mi ha fatto venire voglia di andare a indagare in maniera più approfondita l’impatto dell’alcohol e della caffeina sul latte. Ho trovato anche informazioni sugli effetti di farmaci, nicotina e marijuana e non consiglio assolutamente l’assunzione di tali sostanze durante l’allattamento.

L’alcohol passa rapidamente nel latte, quindi è importante che il vino o la birra, mai superalcolici, vengano bevuti subito dopo la poppata, in modo che l’alcohol venga metabolizzato dalla madre prima di passare nel latte ed essere, quindi, ingerito dal neonato. In ogni caso stiamo parlando di assunzione saltuaria di sostanze alcoliche, non più di un’unità alla settimana! Personalmente, in quanto mamma che allatta, prediligo la birra, per la sua gradazione inferiore rispetto al vino ed il suo effetto galattoforo.

Uno studio eseguito dall’Università della Pennsylvania concluse che bere caffè e tè moderatamente, una o due unità al giorno, non dovrebbe compromettere la salute del bambino. Nonostante questo, certi neonati sono sensibili a minime quantità, specialmente nelle prime tre settimane di vita. Diventano insofferenti, agitati e piangono costantemente.

Se si stanno assumendo farmaci è bene consultare il proprio medico curante siccome passano nel latte e possono essere dannosi per il tuo bambino. Ci sono innumerevoli varianti ma ecco alcune linee guida:

  • I farmaci iniettati sono più concentrati, si presuppone che la loro concentrazione nel latte materno sia molto alta, quindi da evitare se possibile.
  • I farmaci alcalini ( pH>7 ) passano maggiormente al latte materno rispetto ai farmaci acidi ( pH<7 ).
  • I farmaci che agiscono unendosi alle proteine presenti nel sangue della madre hanno una concentrazione minore nel latte materno.
  • Tutti i farmaci hanno un picco di efficacia, cioè un momento preciso in cui hanno un effetto massimo e un maggiore passaggio nel latte materno. Passato questo momento, la concentrazione nel latte diminuisce. Se sapete quanto tempo è necessario per raggiungere il picco di efficacia dopo l’assunzione del farmaco, potete allattare nel momento di bassa attività.
  • I farmaci solubili in acqua passano in maggiore concentrazione al latte più in superficie (la parte iniziale della poppata), spremersi manualmente il seno ridurrà la percentuale di farmaco ingerita dal bambino.
  • L’assunzione di farmaci liposolubili si regola in funzione della concentrazione di grassi presenti nel latte materno durante la giornata. La concentrazione aumenta durante il mattino e diminuisce verso sera, mentre in una singola poppata, il latte diventa progressivamente più ricco di grassi. Si può aumentare la frequenza delle poppate presto al mattino e in tardo pomeriggio, accorciandone la durata, per evitare che il bambino assuma il latte con più alta concentrazione di grassi e di farmaco.

La nicotina passa nel latte materno, il lattante può pertanto diventare irritabile, agitato e avere il sonno disturbato. Il latte può subire un calo e, di conseguenza, il bambino è insoddisfatto e non aumenta di peso.

La marijuana provoca un aumento delle pulsazioni, della pressione e della quantità di zucchero nel sangue del neonato. Influisce anche sulla quantità e qualità del latte prodotto.

Fonti: “L’alimentazione naturale del bambino” di Tiziana Valpiana, “Encyclopedia of natural Health and Healing for Children” di Marcea Weber.

 

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