La febbre, alleata del sistema imunitario

Avete tendenza ad entrare in ansia quando viene la febbre a vostro figlio? Il primo pensiero che avete è “come posso abbassarla”? Molti reagiscono così per paura, la credenza alimentata da medici, stampa e nonne che la febbre sia pericolosa.

Più dell’80% delle richieste di visita domiciliare per i bambini è per febbre. La febbre non è una malattia ma il sintomo di un irregolare scambio calorico tra ambiente interno e ambiente esterno, dovuto a fattori climatici od alla produzione di sostanze pirogene.

La febbre è un aumento della temperatura corporea al di sopra dell’ampio margine di variabilità ritenuto normale nell’arco della giornata: è presente quando supera i 38,6° interni. Una temperatura di 37° non è la temperatura “normale” per tutte le persone, i 37° sono solamente una media statistica ma nel singolo individuo può essere più bassa o più alta. Questo è particolarmente frequente nel bambino piccolo che ha un sistema termoregolatore ancora immaturo, la cui variabilità di temperatura normale può oscillare tra i 36° e 38°. Inoltre la temperatura normale può variare durante la giornata e in rapporto a fattori come l’attività fisica, il clima, l’alimentazione, la disidratazione, le stagioni, ecc.

La febbre è un sintomo aspecifico di moltissime malattie ma la maggior parte delle febbri, sono di origine batterica o virale. Il comune raffreddore, l’influenza o il mal di gola sono la causa più comune di febbre in età pediatrica. L’aumento della temperatura causa una più rapida migrazione di globuli bianchi che mettono in circolo grandi quantità di sostanze anti-batteriche. L’inalzamento della temperatura, inoltre, inibisce la risposta batterica, ostacolando il metabolismo del ferro dei microbi. Studi su animali confermano l’azione positiva della febbre, è stato dimostrato che la sopravvivenza è maggiore quando la febbre non viene abolita rispetto a quando si instaura un trattamento antifebbrile. Le lucertole infettate, aumentano artificialmente la temperatura corporea esponendosi a condizioni ambientali particolari. Nei pesci aumenta la percentuale di sopravvivenza in caso di infezioni, più alte sono le temperature. Nei mammiferi, oltre ad esercitare un’azione germicida diretta, la febbre attiva meccanismi difensivi.

D’altro canto, nessuno studio condotto sull’uomo ha dimostrato che la guarigione da un’infezione è più breve se la febbre viene trattata e l’uso di farmaci antifebbrili non sembra determinare alterazioni della risposta all’infezione.

Febbre alta?

La maggior parte degli autori ritiene che adulti e bambini possano tollerare temperature corporee fino a 42°, al di sopra di questo valore l’ipertermia può essere fatale. Sappiamo però che la temperatura corporea non supera mai i 41° se non nelle infezioni del sistema nervoso centrale dove può arrivare a 41,5°.

Febbre + altri sintomi?

La presenza di eruzioni cutanee può far pensare a malattie infettive, il vomito e la diarrea sono segni di gastroenterite, i dolori addominali con febbre richiedono sempre una visita medica immediata ma nell’infanzia nella stragrande maggioranza dei casi, la febbre è l’unico sintomo in quanto è la risposta ad un’infezione virale.

Convulsioni febbrili

La convulsione febbrile è un’anomala, improvvisa ed esagerata scarica elettrica che parte dai neuroni della sostanza grigia del cervello e che si diffonde attraverso le fibre della sostanza bianca agli organi periferici dove produce tremori ritmici agli arti superiori ed inferiori e al capo, salivazione, perdita di coscienza e addormentamento dopo la crisi. La febbre è chiaramente la responsabile diretta delle convulsioni, ma più che il grado della temperatura sembra importante la velocità con cui essa sale. Un bambino può quindi avere convulsioni a temperature relativamente basse (38°- 38,5°) e non convulsionare anche se la febbre sale ancora, oppure può presentarle mentre la febbre sta scendendo. La maggior parte degli scienziati è ormai concorde sul fatto che le convulsioni febbrili non lasciano danni neurologici ne favoriscono l’insorgenza dell’epilessia.

Cosa fare?

  1. La prima raccomandazione è di valutare le condizioni generali del bambino: è probabile che un bambino che si abbandoni in braccio alla madre con lo sguardo fisso nel vuoto sia molto più preoccupante di un bambino che si agita e strilla. Se il bambino è febbricitante ma non presenta altri sintomi, è sufficiente tenerlo sotto osservazione, farlo riposare e assicurarsi che assuma liquidi in abbondanza.
  2. Non dare medicinali antifebbrili: la febbre è la risposta del sistema immunitario. Se l’abbassi fai solo un piacere al virus e ai batteri che vengono distrutti da una temperatura superiore ai 39°. Il Dr. Masashi Saito, autore di “Aumenta la Temperatura del Corpo e Recupera la Salute” spiega che il solo aumento di 1° di temperatura corporea aumenta del 600% la potenza del sistema immunitario. Un sistema immunitario più efficiente si traduce in una più veloce eliminazione delle tossine, dei virus e microrganismi patogeni.
  3. Non dare antibiotici: il 90% delle febbri sono causate nel bambino piccolo, da infezioni virali insensibili agli antibiotici.
  4. La temperatura corporea non aumenta mai fino a livelli pericolosi se non in rare situazioni di disidratazione e surriscaldamento. Cosa usare nel caso sia necessario abbassare la temperatura? Seguendo il principio di iniziare dalla terapia meno invasiva, si può utilizzare il raffreddamento del corpo con spugnature di acqua fredda  e aceto su: polsi, ascelle, collo, inguine lungo il decorso delle arterie per raffreddare il sangue (utile soprattutto nelle ipertermie conseguenti a colpo di calore); fette di patate sotto i piedi; applicazione di argilla sull’addome; bagno in acqua fredda e ghiaccioli per un paio di minuti.

Il motivo per cui l’organismo malato reagisca aumentando la temperatura è una domanda che di solito non ci si pone o alla quale si danno risposte generiche. E utile pertanto distinguere la causa immediata (infezione, disidratazione, denutrizione, ecc) e la causa a monte di queste. Se accettiamo che la febbre non è una malattia, ma un sintomo che riflette una reazione difensiva dell’organismo, è importante chiedersi perché alcuni individui siano più soggetti di altri a tale reazione. Il sistema immunitario funziona bene se sappiamo rispettare il nostro corpo e la nostra mente attraverso un corretto stile di vita con attività fisica, un’alimentazione naturale e serenità dello spirito.

Bibliografia: “How to Raise a Healthy Child in Spite of your Doctor” Mendelsohn; Enciclopedia Medica USES; “Quel farmaco naturale chiamato febbre” Luciano Proietti.

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