Come iniziare lo svezzamento

I segni più importanti che dobbiamo osservare per decidere quando iniziare lo svezzamento sono:

  • la capacità del bambino di mantenere una posizione seduta poiché la digestione avviene con più difficoltà nella posizione semi-sdraiata;
  • l’interesse verso tutto quello che vede mangiare dagli adulti e la smania di voler prendere le cose e metterle in bocca;
  • l’inizio della dentizione

Ho lasciato Amos per qualche ora a mia sorella che se lo è portato in giro a prendere caffè e gironzolare con le sue amiche. Mi ha riferito che sono tutte stupite dal fatto che prepariamo personalmente le sue pappe piuttosto che dargli omogenizzati… Ovviamente questa scelta è dettata dalla volontà di nutrire Amos con alimenti sani, di stagione e privi di diserbanti, pesticidi, conservanti, ecc.

L’altro aspetto importante è che il cibo dato al lattante, da affiancare al latte materno, sia fisiologico, cioè che mantenga il bambino in salute e in equilibrio metabolico. Per fare ciò, si tengono presente le variabili: equilibrio acido-base; microbioma e ritmo neuro-vegetativo, in base a queste variabili lo svezzamento non può che essere a base vegetale e privo di fibre.

Svezzamento vegetariano

Si ricorda che un bimbo di 6-8 mesi ha necessità di circa 10g di proteine totali al giorno secondo l’EFSA e i LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana), l’attuale tipologia di svezzamento convenzionale che include carne, parmigiano e pesce ne fornisce oltre 10 g ad ogni pappa, arrivando nell’arco della giornata, tra merende, pappe e latte, a quadruplicare l’apporto proteico raccomandato a livello internazionale!! Ovviamente questo provoca delle ripercussioni sulla salute del bimbo a breve, medio e lungo termine, sia per l’eccessivo carico renale, ma soprattutto per l’acidificazione corporea e per la stimolazione a un aumentato rilascio di insulina.(1) L’allattamento materno a richiesta copre la quota di proteina animale necessaria e sufficiente alla crescita del bimbo nel primo anno di vita, che, in associazione alla quota proteica ottenuta da un’alimentazione complementare a esclusiva base vegetale, è più che sufficiente a fornire fino al doppio della quota proteica raccomandata, secondo i fabbisogni proteici riportati nei LARN 2012 fino ai 36 mesi. In assenza del latte materno, si ricorre al latte formulato, ma quale latte? Latte a base vegetale.

Iniziare lo svezzamento con cosa?

La frutta viene spesso introdotta per prima nonostante ci siano ricerche scientifiche che hanno evidenziato come introdurre precocemente la frutta possa aumentare il rischio di diabete di tipo 1 nei soggetti predisposti.(2)

Ecco alcuni capisaldi dello svezzamento naturale:

  • allattamento al seno o latte formulato in affiancamento all’alimentazione complementare
  • niente sale né zucchero
  • niente fibre, quindi cereali raffinati, legumi decorticati, brodo filtrato senza verdure lesse, pochissima frutta.
  • limitare le verdure ad alto contenuto di acido ossalico, quali bieta e spinaci
  • introduzione delle patate vero gli 11-12 mesi
  • introduzione del pomodoro fresco non prima dei 15 mesi
  • introduzione della frutta cotta il più tardi possibile, preferendo quella grattata o a piccoli pezzi dopo i 12 mesi
  • introduzione del glutine di farro/avena/orzo non prima degli 11/12 mesi

SI consiglia di iniziare dagli alimenti meno allergizzanti, di cuocerli e di somministrare un alimento alla volta, in piccola quantità, attendendo 2-3 giorni senza riproporre l’alimento per valutare eventuali effetti avversi. Se non insorgono risposte, riproporre lo stesso alimento al terzo giorno con un alimento nuovo. Un esempio classico di assaggio iniziale è un brodo di carota, filtrato con un fazzoletto di cotone per rimuovere le fibre e offerto con il cucchiaino.

Verdure da utilizzare il primo mese: CAROTE, FINOCCHI, ZUCCA/ZUCCHINE, PORRO secondo stagione.

Dopo l’inserimento di due verdure nel brodo, passati 3 giorni, si può proporre la crema di riso, +3 g un cucchiaino di olio extra vergine di oliva spremuto a freddo biologico. Ancora + 3 g e al brodo filtrato di 2 verdure, farina di riso si aggiungo le lenticchie decorticate. Ancora + 3 g, si aggiunge una terza verdura al brodo, + 3 g si aggiunge un nuovo cereale, + 3 g per ogni alimento introdurre: un nuovo legume, alghe, frutta secca, olio di semi di canapa.

Questo è il riassunto che mi sono fatta su un foglio attaccato al frigo:

Per preparare una pappa dai 6 ai 7 mesi

  • Brodo di 3-4 verdure  cotte per un’ora e filtrate: CIPOLLA, ZUCCA, CAROTA, FINOCCHIO, SEDANO.
  • farina di RISO, MAIS, TAPIOCA da alternare
  • LENTICCHIE o PISELLI decorticati
  • olio di oliva, qualche goccia di succo di limone
  • Dopo avere preparato il brodo filtrato aggiungo qualche cucchiaio di farina di cereale + il legume decorticato e lascio cuocere mescolando (per 15 min le lenticchie o 30 min i piselli).

Dopo circa uno-due mesi si potrà passare a due pappe al giorno.                          Per preparare la pappa dai 7 ai 12 mesi:

  • stesso procedimento di preparazione con un’alternanza di più ingredienti
  • farina di cereale: RISO, MAIS, TAPIOCA, MIGLIO, GRANO SARACENO, AMARANTO, TEFF, SORGO, QUINOA. NO A CEREALI IN FIOCCHI O TOSTATI
  • legumi decorticati: LENTICCHIE, PISELLI, CECI.
  • fiocchi DI AZUKI, PISELLI, CECI>2/3 volte alla settimana max
  • TOFU> 1 volta alla settimana
  • oli: OLIVA, SEMI DI LINO, CANAPA, ALGHE (da aggiungere crude e solo ogni 10 giorni), CREME DI SEMI OLEOSI, FRUTTA SECCA
  • verdure: VERZA, BROCCOLO,CAVOLFIORE, CAVOLO, ASPARAGI CARCIOFI, FAGIOLINI, FINOCCHIO
  • condimenti: LIMONE, TAHINI, OLIO DI SEMI DI RIBES, CREMA DI GIRASOLE

POST 12 mesi: PATATE; BIETA, SPINACI, AGRETTI saltuariamente perché l’acido interferisce con l’assorbimento di zinco, ferro e calcio; LATTUGA E BARBABIETOLA ogni 10 giorni per l’alto contenuto di nitrati.

Post 15 mesi: POMODORI in passata

Post 24 mesi: PEPERONI, MELANZANE

Questo è il minimo indispensabile da sapere quando si vuole iniziare lo svezzamento, tutti i passaggi descritti sono illustrati da Luciano Proietti nel suo libro “I primi 1000 giorni”.

Penso che ogni genitore abbia il dovere di leggere questo libro e “Figli vegetariani” dello stesso autore prima di decidere cosa dare da mangiare al proprio bambino!

Bibliografia:

(1) Axelsson I, 2006. Effects of high protein intakes.In: Protein and energy requirements in infancy and childhood. Nestlé Nutrition Workshop series: Pediatric program Series No.58. Eds RigoJ, Ziegler E. 1 (21-131.

(2) Virtanen et al., 2006. Age at introduction of new foods and advanced beta cell autoimmunity in young children with HLA-conferred susceptibility to type 1 diabetes. Diabetologia, 49:1512-21.

La febbre, alleata del sistema imunitario

Avete tendenza ad entrare in ansia quando viene la febbre a vostro figlio? Il primo pensiero che avete è “come posso abbassarla”? Molti reagiscono così per paura, la credenza alimentata da medici, stampa e nonne che la febbre sia pericolosa.

Più dell’80% delle richieste di visita domiciliare per i bambini è per febbre. La febbre non è una malattia ma il sintomo di un irregolare scambio calorico tra ambiente interno e ambiente esterno, dovuto a fattori climatici od alla produzione di sostanze pirogene.

La febbre è un aumento della temperatura corporea al di sopra dell’ampio margine di variabilità ritenuto normale nell’arco della giornata: è presente quando supera i 38,6° interni. Una temperatura di 37° non è la temperatura “normale” per tutte le persone, i 37° sono solamente una media statistica ma nel singolo individuo può essere più bassa o più alta. Questo è particolarmente frequente nel bambino piccolo che ha un sistema termoregolatore ancora immaturo, la cui variabilità di temperatura normale può oscillare tra i 36° e 38°. Inoltre la temperatura normale può variare durante la giornata e in rapporto a fattori come l’attività fisica, il clima, l’alimentazione, la disidratazione, le stagioni, ecc.

La febbre è un sintomo aspecifico di moltissime malattie ma la maggior parte delle febbri, sono di origine batterica o virale. Il comune raffreddore, l’influenza o il mal di gola sono la causa più comune di febbre in età pediatrica. L’aumento della temperatura causa una più rapida migrazione di globuli bianchi che mettono in circolo grandi quantità di sostanze anti-batteriche. L’inalzamento della temperatura, inoltre, inibisce la risposta batterica, ostacolando il metabolismo del ferro dei microbi. Studi su animali confermano l’azione positiva della febbre, è stato dimostrato che la sopravvivenza è maggiore quando la febbre non viene abolita rispetto a quando si instaura un trattamento antifebbrile. Le lucertole infettate, aumentano artificialmente la temperatura corporea esponendosi a condizioni ambientali particolari. Nei pesci aumenta la percentuale di sopravvivenza in caso di infezioni, più alte sono le temperature. Nei mammiferi, oltre ad esercitare un’azione germicida diretta, la febbre attiva meccanismi difensivi.

D’altro canto, nessuno studio condotto sull’uomo ha dimostrato che la guarigione da un’infezione è più breve se la febbre viene trattata e l’uso di farmaci antifebbrili non sembra determinare alterazioni della risposta all’infezione.

Febbre alta?

La maggior parte degli autori ritiene che adulti e bambini possano tollerare temperature corporee fino a 42°, al di sopra di questo valore l’ipertermia può essere fatale. Sappiamo però che la temperatura corporea non supera mai i 41° se non nelle infezioni del sistema nervoso centrale dove può arrivare a 41,5°.

Febbre + altri sintomi?

La presenza di eruzioni cutanee può far pensare a malattie infettive, il vomito e la diarrea sono segni di gastroenterite, i dolori addominali con febbre richiedono sempre una visita medica immediata ma nell’infanzia nella stragrande maggioranza dei casi, la febbre è l’unico sintomo in quanto è la risposta ad un’infezione virale.

Convulsioni febbrili

La convulsione febbrile è un’anomala, improvvisa ed esagerata scarica elettrica che parte dai neuroni della sostanza grigia del cervello e che si diffonde attraverso le fibre della sostanza bianca agli organi periferici dove produce tremori ritmici agli arti superiori ed inferiori e al capo, salivazione, perdita di coscienza e addormentamento dopo la crisi. La febbre è chiaramente la responsabile diretta delle convulsioni, ma più che il grado della temperatura sembra importante la velocità con cui essa sale. Un bambino può quindi avere convulsioni a temperature relativamente basse (38°- 38,5°) e non convulsionare anche se la febbre sale ancora, oppure può presentarle mentre la febbre sta scendendo. La maggior parte degli scienziati è ormai concorde sul fatto che le convulsioni febbrili non lasciano danni neurologici ne favoriscono l’insorgenza dell’epilessia.

Cosa fare?

  1. La prima raccomandazione è di valutare le condizioni generali del bambino: è probabile che un bambino che si abbandoni in braccio alla madre con lo sguardo fisso nel vuoto sia molto più preoccupante di un bambino che si agita e strilla. Se il bambino è febbricitante ma non presenta altri sintomi, è sufficiente tenerlo sotto osservazione, farlo riposare e assicurarsi che assuma liquidi in abbondanza.
  2. Non dare medicinali antifebbrili: la febbre è la risposta del sistema immunitario. Se l’abbassi fai solo un piacere al virus e ai batteri che vengono distrutti da una temperatura superiore ai 39°. Il Dr. Masashi Saito, autore di “Aumenta la Temperatura del Corpo e Recupera la Salute” spiega che il solo aumento di 1° di temperatura corporea aumenta del 600% la potenza del sistema immunitario. Un sistema immunitario più efficiente si traduce in una più veloce eliminazione delle tossine, dei virus e microrganismi patogeni.
  3. Non dare antibiotici: il 90% delle febbri sono causate nel bambino piccolo, da infezioni virali insensibili agli antibiotici.
  4. La temperatura corporea non aumenta mai fino a livelli pericolosi se non in rare situazioni di disidratazione e surriscaldamento. Cosa usare nel caso sia necessario abbassare la temperatura? Seguendo il principio di iniziare dalla terapia meno invasiva, si può utilizzare il raffreddamento del corpo con spugnature di acqua fredda  e aceto su: polsi, ascelle, collo, inguine lungo il decorso delle arterie per raffreddare il sangue (utile soprattutto nelle ipertermie conseguenti a colpo di calore); fette di patate sotto i piedi; applicazione di argilla sull’addome; bagno in acqua fredda e ghiaccioli per un paio di minuti.

Il motivo per cui l’organismo malato reagisca aumentando la temperatura è una domanda che di solito non ci si pone o alla quale si danno risposte generiche. E utile pertanto distinguere la causa immediata (infezione, disidratazione, denutrizione, ecc) e la causa a monte di queste. Se accettiamo che la febbre non è una malattia, ma un sintomo che riflette una reazione difensiva dell’organismo, è importante chiedersi perché alcuni individui siano più soggetti di altri a tale reazione. Il sistema immunitario funziona bene se sappiamo rispettare il nostro corpo e la nostra mente attraverso un corretto stile di vita con attività fisica, un’alimentazione naturale e serenità dello spirito.

Bibliografia: “How to Raise a Healthy Child in Spite of your Doctor” Mendelsohn; Enciclopedia Medica USES; “Quel farmaco naturale chiamato febbre” Luciano Proietti.

Capelli forti e sani secondo la cultura popolare cinese

Oggi Amos compie 6 mesi e gli raseremo la testa a giorni! Come mai?  Molto prima di diventare mamma mi era capitato di fare i complimenti ad una ragazza cinese per i suoi bellissimi capelli e lei mi ha raccontato una loro usanza…

È usanza rasare a zero i neonati ai 3, 6 e 9 mesi per rafforzare e rendere folti i loro capelli. Ora, che questa tradizione sia basata su fatti scientifici… non penso, fatto sta che prima della tosatura Amos aveva un paio di “free hair zones” in testa mentre ora gli sono ricresciuti in modo molto più omogeneo! Perciò appena troviamo un momento… ZAAAC! Anche se potrebbe farvi un po’ paura l’idea, vi assicuro che ricrescono!

Alcohol, caffè, farmaci, nicotina e marijuana durante l’allattamento

Tutto quello che mangia, beve, respira, sente e vive la mamma passa nel latte. E fondamentale che la mamma che allatta abbia un’alimentazione sana, variata e che si senta serena e tranquilla. Detto ciò, sono una coffee addict e non ho mai disprezzato una bella cena accompagnata da buon vino, questo mi ha fatto venire voglia di andare a indagare in maniera più approfondita l’impatto dell’alcohol e della caffeina sul latte. Ho trovato anche informazioni sugli effetti di farmaci, nicotina e marijuana e non consiglio assolutamente l’assunzione di tali sostanze durante l’allattamento.

L’alcohol passa rapidamente nel latte, quindi è importante che il vino o la birra, mai superalcolici, vengano bevuti subito dopo la poppata, in modo che l’alcohol venga metabolizzato dalla madre prima di passare nel latte ed essere, quindi, ingerito dal neonato. In ogni caso stiamo parlando di assunzione saltuaria di sostanze alcoliche, non più di un’unità alla settimana! Personalmente, in quanto mamma che allatta, prediligo la birra, per la sua gradazione inferiore rispetto al vino ed il suo effetto galattoforo.

Uno studio eseguito dall’Università della Pennsylvania concluse che bere caffè e tè moderatamente, una o due unità al giorno, non dovrebbe compromettere la salute del bambino. Nonostante questo, certi neonati sono sensibili a minime quantità, specialmente nelle prime tre settimane di vita. Diventano insofferenti, agitati e piangono costantemente.

Se si stanno assumendo farmaci è bene consultare il proprio medico curante siccome passano nel latte e possono essere dannosi per il tuo bambino. Ci sono innumerevoli varianti ma ecco alcune linee guida:

  • I farmaci iniettati sono più concentrati, si presuppone che la loro concentrazione nel latte materno sia molto alta, quindi da evitare se possibile.
  • I farmaci alcalini ( pH>7 ) passano maggiormente al latte materno rispetto ai farmaci acidi ( pH<7 ).
  • I farmaci che agiscono unendosi alle proteine presenti nel sangue della madre hanno una concentrazione minore nel latte materno.
  • Tutti i farmaci hanno un picco di efficacia, cioè un momento preciso in cui hanno un effetto massimo e un maggiore passaggio nel latte materno. Passato questo momento, la concentrazione nel latte diminuisce. Se sapete quanto tempo è necessario per raggiungere il picco di efficacia dopo l’assunzione del farmaco, potete allattare nel momento di bassa attività.
  • I farmaci solubili in acqua passano in maggiore concentrazione al latte più in superficie (la parte iniziale della poppata), spremersi manualmente il seno ridurrà la percentuale di farmaco ingerita dal bambino.
  • L’assunzione di farmaci liposolubili si regola in funzione della concentrazione di grassi presenti nel latte materno durante la giornata. La concentrazione aumenta durante il mattino e diminuisce verso sera, mentre in una singola poppata, il latte diventa progressivamente più ricco di grassi. Si può aumentare la frequenza delle poppate presto al mattino e in tardo pomeriggio, accorciandone la durata, per evitare che il bambino assuma il latte con più alta concentrazione di grassi e di farmaco.

La nicotina passa nel latte materno, il lattante può pertanto diventare irritabile, agitato e avere il sonno disturbato. Il latte può subire un calo e, di conseguenza, il bambino è insoddisfatto e non aumenta di peso.

La marijuana provoca un aumento delle pulsazioni, della pressione e della quantità di zucchero nel sangue del neonato. Influisce anche sulla quantità e qualità del latte prodotto.

Fonti: “L’alimentazione naturale del bambino” di Tiziana Valpiana, “Encyclopedia of natural Health and Healing for Children” di Marcea Weber.

 

Keep Calm & Have Breakfast

Il porridge a colazione è un toccasana appena inizia a fare più fresco! Trovo che produca una sensazione di conforto e sazietà (senza appesantirmi) e mi da la carica per uscire di casa di buon umore!

Io lo preparo così, ovviamente si può modificare a seconda dei propri gusti!

Ingredienti:

  1. fiocchi d’avena 40 gr
  2. 1/2 bicchier d’acqua
  3. dolcificante: miele, stevia, sciroppo d’acero
  4. 5-6 mandorle
  5. cannella
  6. un pizzico di sale
  7. 80 gr di yogurt naturale
  8. frutta fresca o cotta

In un pentolino metto a cuocere i fiocchi d’avena in acqua con le mandorle a pezzettini, un cucchiaino di miele, un pizzico di sale e cannella q.b.

Lascio cuocere per 5 min all’incirca, verso in una coppetta, aggiungo lo yogurt e la frutta, in questo caso prugne cotte, un’altra spolverata di cannella ed ecco il mio porridge!

Mi piace anche preparare varianti a seconda di quello che ho in cucina e della stagione con scaglie di cioccolato, banana tagliata a fette, succo di limone, frutti di bosco, latte vegetale… Sempre buonissimo!

Pulizia del neonato e del bambino

La mia intenzione era di parlare della pulizia del neonato ma mi sono resa conto che si può estendere il discorso a tutte le età visto che i prodotti cosmetici più venduti sono pieni di sostanze nocive.

Prima che nascesse Amos non avevo assolutamente idea di come si curasse la pulizia del neonato in termini pratici, perciò in ospedale le ostetriche mi hanno fatto vedere come si cambia un pannolino, le varie creme, il bagnetto ecc. La sequenza andava così, pulisci con salviettina, metti pasta, chiudi pannolino. Considerando gli ingredienti dei prodotti più diffusi in commercio consiglio di sostituire le salviettine e la pasta con alternative più naturali, ecco che sostanze si utilizzano per l’igiene dei piccolissimi:

Phenoxyethanolo

L’Agenzia nazionale francese per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari (Ansm) ha invitato a non usare il phenoxyethanolo nei prodotti che vengono applicati sui glutei (le creme protettive appunto o le salviettine profumate) e di ridurre la sua concentrazione dall’attuale 1% allo 0,4% in tutti gli altri cosmetici destinati ai bambini (1). Il phenoxyethanolo è un conservante ampiamente usato nei cosmetici ma da tempo sotto la lente di ingrandimento per i suoi possibili effetti tossici sulla riproduzione e lo sviluppo. Le seguenti creme contengono phenoxyethanolo, e sono quindi da evitare:

FISSAN Baby – Protezione e Natura

BABYGELLA – Pasta protettiva

AVÈNE Pediatril – Crema per il cambio

CHICCO – Pasta lenitiva

DERMOGELLA bébé – Baby Paste

FISSAN Baby – Pasta Alta Protezione

Petrolatum

Se in un cosmetico trovate nella lista degli ingredienti la parola “petrolatum”, “paraffinum liquidum” “isoparaffin”, “paraffin”, “ozokerite”, “ceresin” sarà sicuramente un prodotto da evitare, che fa male a noi e all’ambiente, e sarà meglio lasciarlo sullo scaffale. Si tratta di grassi ricavati direttamente dalla raffinazione del petrolio e usati perché sono inodori, incolori o bianchi, non irrancidiscono mai e costano poco rispetto ai grassi naturali. Altro fatto da non trascurare per chi ha a cuore non solo la sua salute, ma pure quella del pianeta: i petrolati sono inquinanti, e tanto. Ogni volta che ci laviamo vanno a finire giù per lo scarico, e arrivano al mare.

Benzyl Alcohol

La pericolosità di questa sostanza che funge da conservante e solvente, è legata al fatto che alcune persone ne sono allergiche e/o potrebbero avere problemi di irritazioni utilizzandolo.

Parabeni

Methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben ebenzylparaben vengono usati come conservanti in vari prodotti cosmetici dalle creme ai dentifrici. È stato ampiamente dimostrato che queste sostanze penetrano attraverso la pelle e restano intatte all’interno del tessuto, accumulandosi. Sebbene siano legalmente autorizzati nell’Unione Europea, i parabeni sono seriamente sospettati di essere cancerogeni.

Glicoli

Il Propylene glycol, il Butylene glycol, il Pentylene glycol e gli altri appartenenti alla famiglia dei glicoli sono solventi chimici allergenici e disidratanti.

Quindi che prodotti usare per la pulizia dei bambini? Io uso strisce di cotone bagnate con acqua per la pulizia e olio di mandorla al posto della pasta lenitiva ad ogni cambio del pannolino, saponi naturali per il bagnetto e olio di mandorla per l’idratazione.

Prediligendo prodotti naturali ed etici facciamo un favore alla nostra salute e all’ambiente!

Fonti:

(1) http://ansm.sante.fr/S-informer/Points-d-information-Points-d-information/Concentration-de-phenoxyethanol-dans-les-produits-cosmetiques-Point-d-information

Stitichezza nel neonato

Avete presente la borsa di Mary Poppins? Fino a tre settimane fa uscivamo tutti i giorni pronti per rispondere a “episodi esplosivi” di qualsiasi genere! Ma non abbiamo più questo problema perché Amos non evacua più regolarmente e dopo 2, 3, 4 giorni di pannolini puliti abbiamo iniziato a provare tutti i trucchi possibili per “sbloccarlo”. Nonostante questo disturbo non sia considerato stitichezza vera e propria questi rimedi servono per la stipsi. I pediatri considerano un neonato affetto da stitichezza quando evacua ogni  3-4 giorni feci dure e secche, tipo palline, con intenso sforzo,  provando evidente fastidio e, a volte,  anche dolore durante la defecazione.

Ecco i rimedi che abbiamo scoperto fino ad ora, se ne conoscete altri non esitate a scriverli in un commento!

  1. Se si allatta la mamma deve evitare il riso bianco, quello integrale va bene e ridurre il consumo di prodotti di origine animale (carne, pesce, uova, latticini) “[…] Anche la nostra ampolla rettale non sembra per nulla adatta a contenere scorie di origine animale: infatti è piuttosto predisposta per accogliere grandi quantità di fibre vegetali: il risultato di un’alimentazione incongrua povera di vegetali è il disturbo di gran lunga più frequente tra le popolazioni occidentali: la stitichezza. Si stima che tale disturbo arrivi a colpire fino al 50% della popolazione adulta europea e nordamericana: i lassativi sono tra i farmaci più venduti.”(1)
  2. La mamma del neonato allattato può aumentare il consumo di prugne, kiwi (se di stagione) e yogurt. Se fuori stagione si può mettere ammollo prugne secche per una notte, al mattino frullare e bere.
  3. Massaggiare la pancia del bambino in senso orario con dell’olio di mandorla, se sentite una consistenza più dura in certi punti della pancia stimolare dolcemente quel punto con le dita.
  4. Bagnare un cotton fioc con dell’olio di mandorla e passarlo intorno  all’ano del bambino.
  5. Intingere la punta di un termometro con dell’olio di mandorla e infilarlo molto dolcemente nell’ano del bambino, facendo attenzione a non fargli male, e muovere leggermente per stimolare lo sfintere.
  6. Mettere a bagno dei semi di lino per una notte e berne l’acqua e i semi al mattino.
  7. Fare infusioni di liquirizia, radice di dente di leone e/o cicoria che possono bere entrambi mamma e bambino, se già accetta di bere altri liquidi oltre che al latte. In ogni caso l’unica bevanda aggiuntiva che si dovrebbe dare al bebe è l’acqua o le tisane. Assolutamente vietati dolcificanti di qualsiasi tipo!

Se si tratta di un neonato allattato artificialmente si può passare ad un latte arricchito con prebiotici, che sono zuccheri indigeribili ad effetto-fibra  o altri componenti particolari che fanno si che le feci diventino più morbide e quindi più facilmente evacuabili.

In caso estremo si può ricorrere a microclismi, meglio se alla malva e non alla glicerina perché meno irritante e naturale, sono da utilizzare raramente.

Alla prossima! =)

Fonti: (1) “Figli Vegetariani” di Luciano Proietti

Shepherd’s pie vegano

Ieri ero in vena di cucinare e ho rifatto un piatto che avevamo ideato per la prima volta con la mia amica Francesca una fredda e piovosa sera milanese per tirarci su il morale. E buonissimo, semplicissimo e si può modificare facilmente a seconda dei gusti!

Ingredienti, non indico le quantità perché ho dosato a occhio.

Per la base: cipolla, aglio, sedano, carota, un filo d’olio, lenticchie, seitan, sale q.b., sugo di pomodoro, alloro.

Per la copertura: patate bollite, latte vegetale (di mandorla o d’avena), pepe, sale, noce moscata.

Cuocete le lenticchie in pentola a pressione per 20 minuti, scolatele e mettetele da parte. Tritate cipolla, aglio, sedano, carota e soffriggete il tutto con l’olio. Unite quindi il seitan tagliato a cubetti, le lenticchie e lasciate rosolare per un paio di minuti, dopodiché aggiungete il sugo di pomodoro e due foglie d’alloro. Lasciate cuocere a fuoco basso fino ad ottenere la densità desiderata dopodiché versate il “ragù” in una pirofila da forno.

Schiacciate le patate e mescolate con un goccio di latte, sale, pepe e noce moscata q.b. fino ad ottenere una crema che verserete sul ragù coprendolo in modo uniforme.

Cuocete a 180° C per 20 minuti e voilà!

Coliche

Prima di diventare mamma mi sono sempre chiesta perché si parlasse delle coliche come di un incubo, pensandoci mi sono sempre immaginata un po di mal di pancia, di fastidio..ma allora perché ne parlavano tanti genitori come di una catastrofe? Devo dire che adesso li capisco molto di più! Premetto che con Amos non abbiamo vissuto appieno cosa significhino le coliche ma ne abbiamo avuto solo un assaggio. Ogni tanto piagnucolava  e si vedeva che faceva molto sforzo per una mezz’oretta prima di poter andare di corpo, questo durò il primo mese e mezzo di vita all’incirca. Quindi anche se il suo patimento è stato minimo, ricordo la sensazione di impotenza che mi attanagliava, la speranza che quella mezz’oretta passasse il più velocemente possibile e ovviamente tutti i tentativi di aiutarlo. C’è anche da dire che era estate, che praticamente ogni giorno vedevo davanti a me piatti di melanzane in tutte le salse, pomodori che accompagnavano mozzarelle e insalate, che questi due ingredienti mi piacciono assai e che ogni tanto sgarravo, ma questa è un’altra storia. Tornando alle coliche c’è da sapere che il nervo vago tra le tante cose che fa, innerva lo stomaco e l’intestino, questo nervo parte dal midollo ed esce dalla base del cranio dal foro giugulare.

Nei parti cesarei, con il forcipe o con la ventosa si esercita una grandissima forza sull’attaccatura della testa cioè sulle articolazioni atlanto occipitale e atlanto assiale. Il rapporto tra queste articolazioni ed il sistema nervoso centrale ha un ruolo critico sulla salute della persona, per questo motivo la forza esercitata durante questi interventi su questa sensibilissima zona è altamente traumatica. Considerando che il nervo vago, uno dei 12 nervi craniali, è responsabile della frequenza cardiaca, del movimento gastrointestinale, della sudorazione  e di alcuni movimenti della bocca, inclusi i muscoli del parlato e della respirazione, immaginate quante altre funzioni comandate dagli altri 11 nervi craniali e dal midollo spinale dipendono dallo stato di salute di questa zona!

Non c’è quindi da sorprendersi se bambini nati con queste pratiche soffrono sovente di coliche dolorose. La chiropratica, agendo sulla colonna vertebrale e sul midollo permette una funzionalità ottimale di queste strutture.

Detto questo c’è una lista di alimenti che sarebbe meglio evitare soprattutto nei primi 40 giorni e sono: le solanacee (patate, pomodori e le mie amate melanzane), formaggi, insaccati, carni frolle, cioccolato, fritture, legumi (ceci, lenticchie, fagioli, ecc.) e la frutta verso sera perchè può fermentare nell’apparato digestivo della madre e passare attraverso il latte materno.

Questa è la mia lista di trucchi top per alleviare le coliche:

  1. Portare il bimbo a fare una visita di controllo da un chiropratico
  2. Evitare gli alimenti sulla lista nera in grandi dosi ma si possono introdurre di tanto in tanto perché il bambino si abitui in modo graduale
  3. Aggiungere cumino e finocchio (essiccati) alla vostra tisana galattofora (si trovano in erboristeria) perché riducono la fermentazione
  4. Massaggiare il ventre del bambino tenendolo al caldo con una copertina o asciugamano
  5. Piegare e distendere le gambe 2-3 volte
  6. Impacco di ricotta.  Prendere un cucchiaio da minestra di ricotta, mescolare con un po d’acqua calda fino ad ottenere una crema densa e tiepida, cospargere abbondantemente sul basso ventre del bambino coprendo subito con una pezzuola di cotone e assicurate il tutto con una striscia di lana.  La ricotta a contatto con il calore del corpo si asciuga assorbendo l’aria, l’impacco può essere rimosso dopo un paio d’ore.

 

 

Meningi, liquido cefalorachidiano e salute

 

 

 

 

Il liquido cefalorachidiano (LC) è un fluido che si trova intorno al sistema nervoso centrale (SNC), ma che ripercussioni ha una buona circolazione del LC sulla nostra salute?

Il LC è prodotto dal plesso coroideo (situato nel cervello), circola intorno al cervello e midollo spinale grazie al meccanismo respiratorio primario, il suo compito è di rigenerare il tessuto nervoso, nutrirlo e rimuovere l’accumulo di rifiuti.

Il meccanismo respiratorio primario consiste in un movimento ritmico involontario generato dall’azione pulsante dei polmoni e del cuore, dalla tensione delle meningi (membrane che ricoprono il SNC) e  dal movimento del sacro e delle ossa craniche.

Le alterazioni di tensione delle meningi e la stasi di LC hanno effetti globali sullo sviluppo e sulla funzionalità del sistema nervoso e dell’organismo in generale, tra cui: mancanza di nutrienti, diminuzione di apporto di sangue al cervello, conduttività alterata dei nervi, cambiamenti di temperatura del cervello, accumulo di rifiuti, disfunzioni fisiche, mentali, sociali e diminuzione del benessere generale percepito dalla persona.

La tensione alterata delle meningi è prodotta da traumi fisici, chimici, mentali/emotivi e può ritornare ad uno stato ottimale con sedute di chiropratica.

I traumi fisici avvengono molto presto nella vita in caso di malposizioni fetali, cesareo, utilizzo del forcipe e della ventosa, cadute e incidenti; i traumi chimici non sono da meno in caso di epidurale, utilizzo di ossitocina, antibiotici seguiti da smog, pesticidi, … e quelli emotivi iniziano con la separazione alla nascita, sensazioni di paura, di pericolo e continuano con umiliazioni e dispiaceri di vario genere. Tutti sperimentiamo questi stress durante la vita, ciò che cambia da persona a persona è che capacità di adattamento si ha a questi fattori alteranti e questa capacità diminuisce drasticamente con una tensione alterata delle meningi.

Per favorire la circolazione del LC e il movimento delle ossa craniche puoi fare questa manovra al tuo bambino: da sdraiato prendilo all’altezza delle teste dei femori, sollevalo nell’aria e muovilo disegnando un 8 rovesciato per 1 minuto facendo attenzione alle sue cervicali quando lo farai tornare a testa in su, posandolo gradualmente dalla testa al resto della schiena su una coscia riuscirai a controllare in modo soddisfacente l’operazione! =)

Fonti: “Pediatric Chiropractic Care” Martin Rosen, “Adverse Mechanical Tension in the Central Nervous System” Alf Brieg, “Resolution of Panic Disorder and Improved Quality of Life in a Patient Receiving  Network Spinal Analysis and Somato Respiratory Integration Care: A Case Report”Lucks C, Lucks L. J. Annals of Vertebral Subluxation Research. October 17, 2016, pp. 111